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giovedì 20 ottobre 2016

Il cammino verso un dialogo comune: nuovi percorsi per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile


Il 17 ottobre 2016 IIMA ha partecipato all’evento organizzato dall’UNRISD, l’Istituto di ricerca delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale, intitolato:
“Il cammino verso un dialogo comune: nuovi percorsi per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”.
L’attenzione è stata posta sull’Agenda 2030 e i suoi 17 obiettivi, impegno che la comunità internazionale ha preso per “trasformare radicalmente il mondo” e “eliminare la povertà in tutte le sue forme”.
I membri del panel hanno mostrato cosa è stato raggiunto finora con gli Obiettivi di sviluppo del Millenio e quali azioni concrete bisognerà attuare per risolvere il problema della disuguaglianza , creando politiche innovative e nuove pratiche per ottenere una nuova giustizia sociale, economica ed ambientale .
Il direttore dell’UNRISD, Paul Ladd, insieme ad  altri  esperti , hanno presentato il nuovo report sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2016, redatto da un team di ricercatori .
Il documento propone una nuova definizione di “trasformazione”, punto di partenza per creare politiche adatte all’implementazione degli obiettivi, rispettando nel contempo anche  l’imperativo del “non lasciare nessuno indietro”.
L’obiettivo dell’Agenda 2030 è di preparare il mondo alle sfide globali attuali come la povertà e la fame; il cambiamento climatico; le epidemie; le migrazioni ; le crisi economiche e la crescita  insostenibile; la disuguaglianza ; l’escusione sociale; la mancanza di un lavoro dignitoso e della protezione sociale; l’instabilità politica, l’insicurezza nel proprio paese ed infine i conflitti internazionali .
Il team di ricercatori dell’UNRISD hanno raccolto i risultati di cinque anni di ricerca effettuta su sei aree differenti: le politiche sociali, l’economia sociale e solidale , la politica socio-ecologica, la mobilizzazione delle risorse domestiche , la sfera politica ed infine la governance .
I ricercatori hanno dimostrato come che questi settori siano essenziali nel  raggiungere gli obiettivi che l’Agenda si prefigge di raggiungere entro il 2030 .
Queste sei aree di azione sono la base per creare riforme e politiche governative che serviranno per implementare i vari  obiettivi e che dovranno essere applicate a livello locale, nazionale e internazionale.
Successivamente  il panel ha dato anche sei linee guida per valutare quali linee d’azione si potrebbero intraprendere per perseguire questo cambiamento : la prima sottolinea l’importanza di  ricevere piu’ investimenti nella ricerca; la seconda suggerisce  di usare un punto di vista “socio-ecologico” per disegnare nel miglior modo possible misure per combattere il cambiamento climatico, mentre la terza linea guida dovrebbe aiutare i governi  a progettare determinati quadri istituzionali rispettando i principi dell’universalismo, dei diritti umani e della  giustizia sociale .
La quarta linea invece fa riferimento alla  necessità di promuovere la partecipazione politica e l’empowerment attraverso un processo politico inclusivo e trasparente ; la quinta consiglia di porre come priorità le politiche sociali e in ambientali nelle agende dei governi.
Infine l’ultima linea guida si focalizza sull’importanza di applicare ai mercati le norme sociali e ambientali , rispettando i confini internazionali.
I membri del panel hanno concluso sollecitando il coinvolgimento di molteplici attori nel cercare un cammino ben preciso da percorrere, impegnandosi tutti insieme nell’ottenere dei cambiamenti visibili.
Tutto cio’ richiede naturalmente controlli , valutazioni  e un impegno da parte di tutte le forze politiche; reindirizzare le assimetrie di potere e le ineguaglianze; modificare le relazioni di potere a livello internazionale; dare piu’ visibilità ai vulnerabili e promuovere la loro partecipazione politica.
Infine capovolgere le norme e valori che sottomettono gli obiettivi sociali e ambientali a quelli economici.    

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